Ciò che ti ubriaca de La Alhambra è la sua capacità di impedirti di credere nella soggettività dell’estetica. Le persone sono solite credere che “de gustibus non disputandum est”, e questo è vero in generale, ma... leggi tutto
Ciò che ti ubriaca de La Alhambra è la sua capacità di impedirti di credere nella soggettività dell’estetica. Le persone sono solite credere che “de gustibus non disputandum est”, e questo è vero in generale, ma esistono delle eccezioni, degli estremi di bellezza inconfutabile… uno di questi domina su Granada, la città del sole e dei melograni. E come un melograno visto da fuori ha la scorza dura: Risulta essere una roccaforte solida ed inconquistabile, sicura; ma proprio come un melograno, all’interno è deliziosa. Ogni decorazione è armoniosa e ogni fontana lucente, ogni incisione sulle pareti parla di misticismo e ogni gioco d’acqua racconta gli intrighi di un palazzo inespugnabile. Ma nulla de La Alhambra è casuale, ogni decorazione, ogni fontana, ogni limone che splende al sole esiste inserito in un equilibrato complesso superiore, come se un demiurgo innamorato si fosse seduto in Andalusia per costruire un castello di sabbia e luce alla sua amata. Il tempo si scioglie sotto i raggi del bello, l’antico ed il sofisticato si fondono, mentre il tramonto saluta i labirinti di siepe e fiori nella fortezza eterna.