- Posti preferiti 10
- I Suoi Viaggi 0
- Blog di viaggio 1
- Riconoscimenti
- Sesso: Uomo
- Data di nascita 25/08/1987
- Vive a Roma, Italia
- I suoi interessi Aeroporti, Concerti, Ostelli, Posti insoliti, Stazioni Ferroviarie, Università
- 3 cose da mettere in valigia 1)spazzolino e dentrificio 2)salviette umidificate 3)agenda con penna e/o vocabolario
- Così si descrive:La vita è movimento. Tutto si muove, la luna il sole, le stelle. A stare fermi si rimane indietro. Trovate il vostro angolo di pace, ma non disdegnate il resto del cerchio.
I Suoi Amici
Paesi Che Ha Visitato
Statistiche
- Posti preferiti: 10 (9 scoperti)
- I Suoi Viaggi: 0
- Segue: 2 utenti
- Lo seguono: 2 utenti
- I suoi posti preferiti più letti:
- Marché de la Batte (1.194 visite)
- Rozenhoedkaai (1.158 visite)
- Au Petit Grec (1.061 visite)
Gabi
- Attività (Posti preferiti, foto, video...)
- Posti Preferiti Creati: 10
- I Suoi Viaggi: 0
- Foto: 5 Video: 0
- Blog di Viaggi: 1
Qui potrai leggere quello che tu e i tuoi amici farete in minube:
-
Via del Governo Vecchio
5 mesi, 8 giorni faSe vi trovate a Piazza Navona a Roma, proseguite verso l'ambasciata brasiliana e svoltate a destra per uscire dalla piazza: qui incrocerete una delle strade più romantiche della Capitale, Via del Governo Vecchio. La... leggi tutto
Se vi trovate a Piazza Navona a Roma, proseguite verso l'ambasciata brasiliana e svoltate a destra per uscire dalla piazza: qui incrocerete una delle strade più romantiche della Capitale, Via del Governo Vecchio. La luce color ocra dei lampioni a muro si riflette sugli intonaci giallognoli delle palazzine adiacenti, adombrando l'edera poco curata dei balconi e lasciando che la lampadina di una stanzetta macchi indelebilmente l'atmosfera, permettendo all'osservatore più attento di scorgere, tra le assi di legno della persiana, la sagoma di una vecchia macchina da scrivere. Se non avete vomitato, vi spiegherò brevemente perché mi sono innamorato di questa stradina. A parte la sensazione di passeggiare nella copertina di un romanzo ottocentesco, Via del Governo Vecchio offre la possibilità di passare un'eccellente serata da soli o in compagnia, senza rinunciare alla qualità casereccia del bien etre. La via ospita tre dei miei locali preferiti di Roma: il primo in assoluto è la gelateria Frigidarium, famosa per utilizzare frutta vera ma soprattutto per la panna che è a dir poco paradisiaca. Per i più golosi c'è anche la possibilità di ricoprire il proprio gelato di una cioccolata che si solidifica immediatamente a contatto col freddo, ricoprendo in tal modo l'intero gelato di una sottile ma croccante lamina (che sì, bisogna mordere affondando le ganasce sugli altri gusti, cosa che provocherà un mix piacevolissimo). Una coppetta da due euro per due gusti mi sembra più che sufficiente per calmare la fame. Per calmare la sete e la voglia di spettegolare coi propri amici c'è invece un Pub irlandese proprio di fronte la Gelateria. La particolarità (se così vogliamo chiamarla) del Pub, sta nella vasta scelta di sport che i numerosi televisori sparsi per il locale trasmettono quasi quotidianamente. La scelta delle birre è però molto limitata e il menu della cucina è la solita circolare. Ma i prezzi, data la posizione del pub, sono veramente onesti. Il terzo posto è una libreria che si trova a una decina di metri dal pub suddetto, al civico 80. Si tratta di Altroquando, grazioso concentrato di letteratura mondiale in edizione borghese, piacevole al tatto e alla vista. Personalmente preferisco il loro modo di catalogare rispetto a quello delle grandi catene di distribuzione. Se proprio dovete regalare un libro a Natale o a Capodanno o a un compleanno di un/a amico/a nel resto dell'anno, è meglio optare per una di quelle edizioni eleganti anziché buttarsi sul solito formato commerciale. Per la Befana c'è sempre Piazza Navona ad un minuto di cammino, con le sue ciambelle alla Nutella, i negretti bulgari, le caramelle gommose, il croccante, lo zucchero filato, le mele caramellate...
Capite perché ci si innamora di Via del Governo Vecchio? -
Terzo giorno. Au revoir Paris! nel suo blog 3 jours à Paris
22 Marzo 2011Inizia il terzo giorno a Parigi. Ho tutta la giornata davanti. Oggi andrò a pranzo con Michele, un amico di Padova. Ci incontriamo con Alicja a Notre Dame de Lorette. Ristorante greco al 34 di Rue de la Victoire... leggi tutto
Inizia il terzo giorno a Parigi. Ho tutta la giornata davanti. Oggi andrò a pranzo con Michele, un amico di Padova. Ci incontriamo con Alicja a Notre Dame de Lorette. Ristorante greco al 34 di Rue de la Victoire l'"Athénais". Veramente molto buono. Per primo servono delle salse molto dense. Sono tutte fredde e si spazzolano via con delle piadine riscaldate sul momento (il contrasto caldo - freddo è ben equilibrato). Per secondo ho preso una melanzana ripiena. Buonissima. Il tutto è circondato dalle salse - yogurt di prima e da una cintura di cous cous quasi crudo. Come dolce ho preso una specie di millefoglie glassato alla base e nel ripieno e pesantemente zuccherato. Tutto a 13 euro, caffé ristretto compreso. Alicja deve correre a dare ripetizioni, Michele deve tornare nel suo studio musicale, dove è stagista. Io torno a casa per sistemare la valigia. Torno alla Rue Mouffetard. Vorrei rifarmi una piadina del Piccolo Greco ma sono veramente pieno per il pranzo di prima. Peccato non potersene portare una a casa. Mi consolo con un libro della Arbres à Lettres. Ho optato per l'umorismo di Fournier. In realtà cercavo un manga tutto nuovo che però è andato a ruba (avevo già provato a Montmartre ma anche lì non ce n'era più traccia). Si intitola "Les Vacances de Jesus et de Bouddha". Forse Amazon potrà essermi d'aiuto. Ma è meglio aspettare una traduzione italiana (anche se l'attesa sarà lunghissima e forse inutile se ci penso bene). Attraverso la Rue Mouffetard al contrario rispetto al primo giorno. Trovo alcuni negozietti simpatici, soprattutto librerie, rivenditori di prodotti caseari e salumifici. Compro un altro libricino, un pamphlet per essere precisi: Indignez - Vous! (3 euro). Ricordo che fu pubblicizzato come il caso letterario del 2010 in Francia. Niente di eccezionale anzi a tratti banalissimo, secondo me. Diffidate dei casi letterari francesi! Ritorno alla facoltà della Sorbona dove incontro i vecchi compagni di corso. Sono tutti stupiti di vedermi ma al tempo stesso contenti. Baci e abbracci si sprecano. Sono felice: in soli dieci minuti ho ritrovato tutto il loro affetto. Non credevo veramente di ritrovarli lì per il Master. Di solito i migliori si trasferiscono nelle Grandi Scuole e loro ERANO i migliori. Torno da Alicja. Cucina lei, ancora una volta. La cena è tutta a base di zucchine e carote. Per dolce creme brulée. Io ho aiutato nei compitini di base (sminuzzare, tagliare, tritare). Poi quasi di corsa al cinema di Alésia (il mio vecchio quartiere) insieme ad un'amica di Alicja. Il film che abbiamo scelto ha ottenuto un buon successo in Francia. Si tratta di "Ma parte du gateau". Impossibile trasferirlo in Italia, non richiamerebbe che i critici e il loro vomito. Al ritorno incontriamo una coppia con cui attacco bottone. Sono un po' brilli, d'altronde è la festa di S. Patrizio (ah! e anche i 150 anni dell'Unità d'Italia per l'occasione). Ma mi rassegno subito e spiego loro che domani sarò lontano ed è inutile fare amicizia. Lo so, sono stato molto pessimista. Io e Alicja facciamo notte bianca a discutere di passato, di presente e di futuro. Di tutto e di niente, insomma. Mi devo svegliare prestissimo domani. Il ritorno in Italia sarà tutto in treno (ben 10 ore di viaggio mi attendono). Sono felice, Parigi mi ha dato ancora molto. Ma sono anche deluso perché so che avrei potuto ottenere di più. Ancora una volta Parigi è stato questo per me. Voglia di tornarci ma grande paura di fallire in tutto, di sentirsi escluso, di non essere veramente felice. L'unico consiglio che do a me stesso e a chi legge è provarci sempre. Quindi non esitate e vivete la vostra Parigi almeno due volte nella vita!
-
Libreria L'Arbres à Lettre
21 Marzo 2011Parigi è il centro culturale del mondo. Qui non farete fatica a trovare luoghi dove poter coltivare, al massimo delle proprie potenzialità, le vostre passioni. Basti citare la Biblioteca Nazionale di Francia che si... leggi tutto
Parigi è il centro culturale del mondo. Qui non farete fatica a trovare luoghi dove poter coltivare, al massimo delle proprie potenzialità, le vostre passioni. Basti citare la Biblioteca Nazionale di Francia che si trova lungo la Senna o l'imponente Centro Pompidou, per gli amanti della ricerca. Di librerie ne troverete per tutti i gusti. La migliore pubblicità di solito è riservata alla libreria inglese, la Shakespeare, dove libri e personale sono esclusivamente inglesi. Si trova a due passi (ma proprio due) dalla Cattedrale Notre Dame de Paris. Ma c'è una libreria con la quale ho un particolare legame. Si tratta dell'Arbres à Lettres in Rue Mouffetard. E' molto piccola rispetto a tante altre librerie ma per i miei gusti è fornitissima. E' stato il pozzo a cui attingere per i miei regali natalizi e pasqualizi. Per non parlare dei compleannizi. A parte gli scherzi, nella Libreria L'Arbres à Lettres troverete una vastissima scelta di libri soprattutto di letteratura (francese, italiana, inglese, americana, sudamericana e così via). Qualche libro di attualità sparso qua e là e una piccola sezione dedicata alla sociologia e libri per i più piccoli per completare il quadro. Le edizioni sono tutte nuovissime (per i libri vecchi, polverosi e sottolineati c'è una miriade di banchetti ad attendervi per tutta Parigi oltre alla già citata Shakespeare & Co.). Le edizioni nuove però sono piacevoli alla vista e al tatto (alcuni tipi di carta sono favolosi). Ho visionato tutti gli scaffali, titolo per titolo, prima di scegliere e stavolta mi sono buttato sull'umorista Fournier (letteratura francese, naturalmente) edizione La poche. Devo dire che neanche stavolta sono rimasto deluso. Solo un po' di rammarico per il fatto che nei giorni in cui ho soggiornato a Parigi i gestori della Libreria non abbiano organizzato nulla, come invece fanno di solito (incontri culturali e meeting con scrittori emergenti). Di librerie Arbres à Lettres in realtà ne esistono altre tre a Parigi anche se esteticamente sono diverse tra di loro (non è un franchising, per dire). Ma personalmente preferisco lasciarmi abbracciare dal ricordo dell'unicità di quella di Rue Mouffetard.
-
Secondo giorno a Parigi nel suo blog 3 jours à Paris
21 Marzo 2011Ieri ho cenato con Alicja. La cena è stata offerta e cucinata da lei. Dopo un'insalata mista veramente molto ricca (insalata verde, carote, mandarini, pere, arance, cetrioli e un fiume d'olio) ha preparato un altro... leggi tutto
Ieri ho cenato con Alicja. La cena è stata offerta e cucinata da lei. Dopo un'insalata mista veramente molto ricca (insalata verde, carote, mandarini, pere, arance, cetrioli e un fiume d'olio) ha preparato un altro piatto a base di verdure. La cosa che più mi ha colpito è quando ha mescolato l'acqua con cui ha bollito le zucchine con della farina di cereali. In questo modo ha creato un sughetto niente male oltre a non sprecare preziosa acqua. Per dolce, un ottimo "macarone", specialità francese caratterizzata dai colori forti e dal ripieno corposo. Il secondo giorno a Parigi sarà dedicato al mio quartiere preferito: Montmartre. E' il quartiere degli artisti, come Toulouse Lautrec (quello del famoso gatto nero, icona ormai consolidata di Parigi). Ma è anche il quartiere del malaffare, nel senso che dopo le 7 di sera non è più aria per i turisti se non ci si vuole imbattere in qualche spiacevole disavventura. Oggi però non mi fermerò oltre le due del pomeriggio anche se a Montmartre, sinceramente, io ci vivrei. Ho fatto una ricca colazione ma l'aria parigina mi ha messo fame. Vado al Deux Moulins, il bar di Amélie Poulain, la protagonista del famoso film. Ordino un thé. Costo del thé, 3 euro e 70. Servizio del thé: 10 e lode. Non mi è stata data una semplice tazza di thé fumante ma un'intera ciotola da thé con acqua fumante, una bustina di thé earl grey (buonissimo) e due fiale di zucchero. Servirsi il thé da solo in questo modo è stato meraviglioso (bei tempi per i sognatori!). Tovaglietta con le immagini del film di Amélie a 50 centesimi (perché privarsene? Quel film è stato un faro!). Verso il Sacre Coeur i negozi di souvenirs si sprecano. Ho voglia di compare una Kefiah, ma ormai la Primavera è vicina, rimanderò l'appuntamento e mi accontento del solito portachiavi (la collezione aumenta!). Ritornando verso il basso (mai prendere la funiculare, evitare di fare le scale non è da parigini!) mi imbatto in una Boulangerie piuttosto fornita, nel suo piccolo. I prezzi lasciano però l'amaro in bocca e per toglierlo mi rifaccio su un semplice croissant (1 euro). Torno a casa da Alicja. Non ha molta voglia di fare, è stanca. Tuttavia anche lei vuole fare un giro per Parigi. Mi porta verso il settimo arrondissement dove c'è un parco niente male. Un rapido passaggio al negozio di musica e poi di nuovo a casa. Si avvicina, purtroppo, l'ultimo giorno.
-
Arrivo a Parigi - Gare du Nord! nel suo blog 3 jours à Paris
20 Marzo 2011Il tgv Liegi - Parigi Gare du Nord delle 9h49 è arrivato a destinazione in perfetto orario. Ad attendermi alla stazione ci sarà Alicja, una mia amica polacca residente a Parigi ormai da qualche anno. Ci siamo conosciuti... leggi tutto
Il tgv Liegi - Parigi Gare du Nord delle 9h49 è arrivato a destinazione in perfetto orario. Ad attendermi alla stazione ci sarà Alicja, una mia amica polacca residente a Parigi ormai da qualche anno. Ci siamo conosciuti in Erasmus due anni fa e per i prossimi tre giorni sarò ospite nel suo appartamentino di quindici metri quadrati (tantissimi per una città come Parigi). Alicja non avrà molto tempo per me. Deve seguire i corsi del master all'Università e, nei ritagli di tempo, dare ripetizioni private di francese e di matematica da una parte all'altra della Ville lumière. Tanto meglio, speravo di non dar noie e di poter girare liberamente per la città e così farò. Ho il doppione delle chiavi di casa e un biglietto per i mezzi pubblici, valido tre giorni. La città, inutile dirlo, la conosco a menadito, avendoci passato i nove mesi più belli della mia vita, durante l'Erasmus. So già dove recarmi: dalla stazione del Metro Ecole Militaire dovrò "fare cambio" con la linea 7, direzione Villejuif e, finalmente, Rue Mouffetard. La via non è molto lontana dall'Université de la Sorbonne Nouvelle (che ho frequentato) e sfocia nella graziosa Place de la Contrescarpe, luogo frequentatissimo dagli studenti Erasmus e al quale associo i più bei ricordi. Ho fame. Ho preferito digiunare per stare leggero durante il viaggio (un viaggio piuttosto breve per dire la verità). So già come coniugare fame e golosità. La creperia del Petit Grec fa proprio al caso mio: crepes enormi ad un prezzo onesto. Le crepes del 'piccolo greco' hanno un sapore veramente particolare e forse migliore rispetto a quelle di altre creperie (nella sola Rue Mouffetard ne troverete a decine, provare per credere). Chi vuole può leggersi il mio post a proposito cliccando sul seguente linkhttp://www.minube.it/posto-preferito/au-petit-grec-a89441.Continuo a passeggiare per la Rue Mouffetard. Dopo aver sorpassato la libreria l'Arbre à Lettres (ma ci tornerò un altro giorno, sicuramente) e la Place de la Contrescarpe, sempre a piedi mi avvio verso il Panthéon. Da lì alla Cattedrale di Notre Dame di Parigi è uno scherzo. Senza usare i mezzi pubblici già ho visitato tre dei posti più belli di Parigi. Seguo il lungo Senna, ho voglia di camminare molto. Attraverso poi il Pont des Arts, uno dei ponti più romantici di Parigi (la bellezza non è tanto la struttura in sé, quanto la possibilità di farci dei pic nic o di stare in compagnia col proprio gruppo di amici, soprattutto il giorno di Primavera). Non molto lontano c'è il Louvre. Un passaggio veloce è d'obbligo. Inutile dire che le stanze migliori sono quelle dedicate all'arte italiana e agli antichi egizi. E poi ancora Campi Elisi e infine Tour Eiffel. Tutto a piedi in sole tre ore e mezza. In un mezzo pomeriggio ho rivissuto i giorni migliori nella città che più ho a cuore: la città dei miei venti anni. E sono solo all'inizio.
-
Au Petit Grec
20 Marzo 2011A due passi dal Panthéon, nella più bella (a mio modo di vedere) via di Parigi, Rue Mouffetard, , troverete il "Petit Grec", piadineria - creperia tra le più buone della Ville Lumière. Consiglio caldamente proprio... leggi tutto
A due passi dal Panthéon, nella più bella (a mio modo di vedere) via di Parigi, Rue Mouffetard, , troverete il "Petit Grec", piadineria - creperia tra le più buone della Ville Lumière. Consiglio caldamente proprio questa piadineria, nonostante la massiccia presenza di ristoranti simili nella stessa via e nei dintorni, proprio perché le sue crepes hanno un sapore per me unico al mondo, difficile da descrivere. La mia preferita è quella "tomates - onion - jambon - fromage", a 4 euro e 20 (un euro in più per ogni ingrediente da aggiungere a piacere). Il locale è frequentatissimo dagli studenti (soprattutto Erasmus) vista la sua centralità (a pochi passi dalla Rue Mouffetard c'è La Sorbonne Cluny, La Sorbonne Nouvelle e un'altra decina di scuole). I prezzi sono ben proporzionati alla grandezza delle crepes (se siete frugali, una crepes media vi coprirà almeno un pasto e mezzo) e il servizio è veloce quanto basta. Pochi posti a sedere ma poco importa: passeggiare per la rue Mouffetard gustando una di quelle leccornie è un vero piacere.
-
Marché de la Batte
13 Marzo 2011Uno dei vanti di Liegi è il mercato domenicale, il "Marché de la Batte". Nel lungo Mosa potrete trovare due file (anche tre, per alcuni tratti) di bancarelle pregne di ogni ben di dio. Caramelle, friterie (rivenditori... leggi tutto
Uno dei vanti di Liegi è il mercato domenicale, il "Marché de la Batte". Nel lungo Mosa potrete trovare due file (anche tre, per alcuni tratti) di bancarelle pregne di ogni ben di dio. Caramelle, friterie (rivenditori di patatine fritte inondate di maionese o ketchup, una delle specialità del Belgio) sandwicherie (panini e affini che quasi sempre accompagnano le patatine fritte di prima) borse, profumi, polli vivi (!) e polli cotti ma soprattutto pizzicherie con prodotti tipici italiani (cioè salumi, mozzarelle, formaggi vari, pasta, olive piccanti...). Prima di partire per Liegi, avevo letto su un sito che consigliava caldamente di visitare questo mercato, che i commercianti parlano "esclusivamente italiano". Da quello che ho visto io, è sembrato invece che i commercianti siano per la maggior parte belgi (della serie "un et nonante" - uno e novanta nel "loro" francese) e per il resto maghrebini. Quelli di origine italiana si sono ormai completamente belgizzati. Da "Chez Fabio", ad esempio, vi cuoceranno direttamente la pasta e ve la condiranno con vari sughi a scelta, e poi riverseranno il tutto dentro delle vaschette simili a quelle che si vedono nei cartoni animati giapponesi. Ma Fabio (una signora simpaticissima), parla solo francese. Al massimo troverete un vecchietto che vende mozzarelle che grida "accattatev' arancini". E' anche accattivante come esperienza, a livello turistico. Per il resto è solo un mercato (cit.), con specialità belghe e cibo naturale a prezzi onesti (lo so, ce l'ho con le catene di supermercati).
-
Frutteria Inca
12 Marzo 2011Attenzione, nonostante il nome, questa frutteria non ha nulla a che fare con il popolo Inca. Tra l'altro INCA è solo il nome che la Frutteria di Rue St. Gangulphe a Liegi mette sulle sue buste. L'insegna invece recita... leggi tutto
Attenzione, nonostante il nome, questa frutteria non ha nulla a che fare con il popolo Inca. Tra l'altro INCA è solo il nome che la Frutteria di Rue St. Gangulphe a Liegi mette sulle sue buste. L'insegna invece recita semplicemente: "Légumes" (forse il resto dell'insegna con la parola "INCA", lo stanno riverniciando). Certo, penserete che consigliare una frutteria sia eccessivo quanto improprio in un sito in cui si danno delle dritte più propriamente "turistiche". Ma questo post è dedicato a chi deve/vuole restare molto tempo a Liegi. La frutta dei supermercati di Liegi costa pochissimo ma è tra le cose più immangiabili che abbia mai provato. Farete fatica anche a credere che sia cibo vero. INCA invece vende frutta e verdura fresca e buona (molto buona) anche se i prezzi sono quelli che sono. Non si ordina a chilo ma a pezzo ma la pesata poi si fa in chili. Vi dico che è meglio ordinare a pezzo perché le signore (la frutteria è gestita da tre donne) non vi faranno toccare nulla e se chiederete ad esempio "un chilo di mandarini" loro faranno avanti e indietro dal bancone alla bilancia, mandarino per mandarino, finché non sarà un chilo esatto. La situazione è grottesca ma inevitabile, se non volete rinunciare alla frutta.
-
Amsterdam
05 Marzo 2011La scoperta di una città di rilievo (artistico, culturale e turistico) qual è Amsterdam, meriterebbe almeno una settimana del vostro tempo. Ma anche una sola giornata nella capitale olandese può rivelarsi... leggi tutto
La scoperta di una città di rilievo (artistico, culturale e turistico) qual è Amsterdam, meriterebbe almeno una settimana del vostro tempo. Ma anche una sola giornata nella capitale olandese può rivelarsi un'esperienza favolosa, addirittura perfetta se, come a me, è capitato di viverla proprio in un giorno di Carnevale. I travestimenti sono d'obbligo e chi si ostina a mantenere il proprio "abito borghese" perde una grande occasione di divertimento. Le maschere sono soltanto un corollario a quanto ha da offrire la città. Se arrivate in treno, alla stazione centrale (Amsterdam centraal) vi ritroverete subito nel vivo del cosiddetto "Centrum" né più né meno che il centro frequentato dai turisti, adiacente alla famosa zona rossa di cui mi sembra inutile parlare. Se avete voglia di caramelle, vi consiglio i rivenditori Jamin che credo sia un grossista: ce n'è uno proprio in Nieuwendijk, la strada collegata perpendicolarmente con la stazione (sulla sinistra c'è la zona rossa). Sempre su questa strada, ma anche più avanti, non farete fatica a trovare un bancomat, ce ne sono di tutte le specie. Se viaggiate con Bancoposta o Postepay, evitate la ING direct che non accetta la carta ed è meglio non rischiare. Tra una banca e un rivenditore di patatine fritte (la specialità di "quel" nord Europa, Fiandra compresa) c'è sempre un rivenditore di gadget e simili. Il più fornito, secondo me, è Bazar souvenirshops in Nieuwendijk, 128. Lì troverete l'accendino, la maglietta, la tazza per fare colazione, il portachiavi e l'adesivo dei vostri sogni. Proseguendo dritti per dritti sulla ormai rinomata Nieuwendijk, vi imbatterete nella piazza Dam. Nulla di particolare, a meno che non siate cultori di "piazze centrali". Non so se è stato per il giorno di Carnevale, ma al centro della piazza hanno organizzato ininterrottamente uno spettacolo dopo l'altro. Continuando sempre dritti, se non fate attenzione, sbatterete il muso contro il Museo delle cere, un altro Madame Tussaud: ottimo per chi ha voglia di fare le foto con Obama. La fila è lunga ma non esasperante. Così come è lunga la fila per il Rijskmuseum (pronunciate raikmiusium e vi capiranno al volo) e per il Museo Van Gogh. Questi ultimi sono molto vicini tra loro: se siete rimasti alle indicazioni di prima, confermo la direzione: andate dritti. Solo ad un certo punto, superato un canale, svoltate a destra dove vi imbatterete in un piccolo spiazzo dove è allestita una schacchiera gigante comprensiva di pedine e dove è possibile giocare veramente a scacchi. Il tutto secondo me meriterebbe una foto d'autore. Il Van Gogh Museum, il quale costa 14 euro per tutti (non esistono riduzioni per studenti, gruppi o alieni), qui lo dico e qui lo nego, secondo me è una tappa evitabile. C'è molto più museo che arte, per dirla con una massima. Fate solo attenzione a dove fate la fila. Se per puro caso vi metterete nella fila riservata ai possessori di Amsterdam City Card e voi non ce l'avete, due alani arlecchini travestiti da custodi olandesi vi grideranno contro, facendovi cadere nell'imbarazzo più totale (è successo proprio a due ragazze accanto a me). Il Rijskmuseum costa invece 12 e 50 per gli studenti e 18 per gli adulti. La fila non è interminabile e magari il contenuto del museo è più appagante del Van Gogh. Tra il Van Gogh e il Rijsk c'è la famosa piattaforma I AMsterdam, per chi non lo sapesse una struttura composta appunto dalle lettere I Amsterdam in rilievo. E' qui che sarà scattata la foto classica del viaggio ad Amsterdam. Attenzione però, credo che la piattaforma sia semovente e dunque non so se la ritroverete proprio nel punto che vi ho indicato. Tornando indietro, per chi ha voglia di leggere, consiglio l'English Bookstore a Kalverstraat/Centrum e The american book store in Spujstraat. Nel primo vi sono fumetti, libri (soprattutto attuali) e alcuni giochini carini, come delle scatolette contenenti dei piccoli oggetti riferiti ad un tema specifico (ad esempio, "Il kit del pittore" con dentro mini pennelli e mini colori). Un regalo mirato per una persona che sa accontentarsi delle piccole cose. L'American book store, adotta, invece, il tipico stile americano della pomposità. Vi ritroverete in una due piani stracolma di libri e soprattutto molti, ma molti fumetti, in particolare manga (ce n'è una libreria piena). Anche qui gadget di varia natura, moleskine e affini. Anche dei carillon. Inutile specificare che nell'uno e nell'altro caso, libri e quant'altro sono esclusivamente in inglese. D'altro canto, tutti gli olandesi parlano almeno un inglese più che basico e in genere per i turisti non ci sono problemi di comunicazione. Ritornando verso la stazione, immergetevi pure senza timore nel mercato dei fiori, a Singel /Centrum. Qui potrete comprare i semi dei vostri fiori preferiti (3 e 50 un sacchetto di tulipani) mentre alla vostra destra, proseguendo verso nord, avrete una assortita catena di negozi di formaggi. Una miniforma di formaggio olandese 7 euro e 50. Il più fornito è De Kaaskelder, sempre a Singel / Centrum. Vi ricordo che Amsterdam è una città abbastanza cara e forse per alcune cose non vale la pena spendere tanti soldi ma si sa presi dall'emozione del momento...
-
Rozenhoedkaai
27 Febbraio 2011Bruges è una cittadina molto particolare nel nord del Belgio. Se arrivate in treno, appena usciti dalla stazione sarete immersi nella logica architettonica di quella che a prima vista sembra la scenografia di un film... leggi tutto
Bruges è una cittadina molto particolare nel nord del Belgio. Se arrivate in treno, appena usciti dalla stazione sarete immersi nella logica architettonica di quella che a prima vista sembra la scenografia di un film di bambole. Case ridotte più del solito, finestre color pastello con il vetro bene in vista per esaltare i tendaggi e gli ornamenti interni, questi ultimi appositamente ideati per destare la curiosità dei passanti. Per lo più si tratta di orsi di peluche (da quello che ho capito, l'orso è l'animale simbolo di Bruges) o anche papere di ceramica. A soli 50 centesimi, entrando in qualsiasi hotel, potrete ottenere una mappa della città, ma già dopo 1 oretta (per i più svegli) non ne avrete più bisogno. Se parlate francese tanto meglio, la gente non si farà problemi ad indirizzarvi dove volete, sebbene la loro lingua madre sia il fiammingo. Per chi è appassionato di lingue come me, districarsi per i viali, che hanno nomi esclusivamente fiamminghi sarà un bell'esercizio. Il punto più importante, turisticamente parlando, è il Rozenhoedkaai, che si trova sopra il canale che attraversa Bruges. Secondo me se fate qualche metro più in là, seguendo la via verso il Dijver, troverete un ponte molto più suggestivo. Se visitate la Cattedrale che si trova tra il Dijver e Mariastraat, entrate nel giardino che si trova dietro e troverete un punto attraversato dal canale ancora più affascinante (soprattutto per l'edera che ricopre il ponte e le mura delle costruzioni sopra il canale). La città (o per lo meno il centro) è piena zeppa di cioccolaterie e di musei per tutti i gusti. Il centro (Burg) è molto affollato e vicino alla torre con l'orologio organizzano mostre a tema (a febbraio - marzo 2011 hanno allestito una mostra con vari disegni di Dalì; con 8 euro, se siete studenti, vi farete questa scorpacciata di surrealismo, altrimenti per i più parsimoniosi, tutti gli altri musei a 2 euro). Per quanto riguarda cioccolaterie e varie, affidatevi alla Verheecke, che si trova in Steenstraat al numero 30 (è praticamente impossibile non passarci davanti, se proprio dovete andare al centro). E' l'unica che vi farà un prezzo veramente onesto (a discapito di molte altre che giurano nei loro cartelli la più profonda lealtà). Tea room e bar sono disseminati per tutto il centro. C'è anche una fabbrica della birra ma spendereste più del dovuto. Ci sono negozi in cui la stessa birra artigianale te la tirano contro a un euro. Un solo consiglio: state molto attenti a dove mettete i piedi: in città si organizzano gite con le carrozze, e i cavalli, si sa, non si lasciano pregare.

Segue
Lo seguono